Crociera "Le Perle del Caribe"

Crociera "Le Perle del Caribe"

Per Nostro ricordo e per Voi curiosi,
ecco un breve diario di viaggio della nostra crociera "Le perle del Caribe", effettuata con Costa Crociere a bordo della nave Costa Favolosa, con partenza il 19 Marzo 2016.
È stata la nostra prima crociera, alcune informazioni saranno scontate per alcuni, interessanti per altri :-) Speriamo vi aiutino ad organizzare al meglio il Vostro prossimo viaggio ai Caraibi!

Il B777 Alitalia
Volo charter Alitalia da Milano Malpensa. Trasferimento da Milano Centrale all'aeroporto con il Malpensa-Express di Trenord, dal costo di 18€ A/R a testa prenotato via Web.
Volo eccellente, ci è stato servito un pasto discreto (di stampo Italiano a differenza di quelli che si trovano usualmente su altri vettori), per tutto il volo è stato possibile usufruire gratuitamente di bevande come acqua, Coca Cola, Sprite, persino vino bianco e nero e succo di frutta.
Davanti ad ogni sedile c'era un piccolo monitor, dove era possibile scegliere un film, musica o altro. Davvero utile per passarsi il tempo. All'inizio non funzionava (problemi tecnici...) ma dopo tutto ok. Unico consiglio portatevi le cuffie da casa, quelle fornite a bordo sono di pessima qualità.

19/03 - Arrivo a Pointe-à-Pitre (Guadalupa)
La Costa Favolosa
Siamo arrivati la sera, sfiniti dal viaggio (più che altro dalle ore senza sonno!). Da quel poco che abbiamo visto di notte, durante il trasferimento dell'aeroporto alla nave, a primo impatto ci sembrava di essere in Francia.
Prima di salire a bordo ci hanno fatto una foto di rito farlocca (quella con lo sfondo finto, acquistabile in nave per 20€!) e successivamente, praticamente all'ingresso della nave, ci hanno fatto una foto individuale al fine di consegnarci la tessera per l'accesso e la fruizione di tutti i servizi della nave.
La tessera Costa è indispensabile per salire e scendere dalla nave, per acquistare qualsiasi cosa a bordo, per entrare nella propria cabina. La procedura di imbarco è filata liscia senza intoppi, molto snella.
La nostra camera, una cabina interna, è stata leggermente superiore alle mie personalissime aspettative. Niente di particolare eh, tuttavia era silenziosa e non abbiamo sofferto di claustrofobia.
Dopo una rapida cena al buffet, abbiamo dovuto fare l'esercitazione obbligatoria di evacuazione della nave in caso di emergenza, dalla durata di circa 20min.

20/03 - Sbarco a Philipsburg (Sint Marteen)
Qui abbiamo deciso di fare un tour dell'isola in taxi.
Appena fuori dalla zona portuale c'erano diversi taxi collettivi ufficiali che proponevano svariati tour.
Uscita zona portuale St. Marteen
Con 25$/testa, riuscendo a raggruppare 8 persone, siamo riusciti a fare il Circle Tour dell'isola, toccando il monumento al confine olandese/francese, Orient Bay, (magnifica... spiaggia bianca, acqua azzurra... peccato essere scesi per guardarla e basta!), Paradise Peak (punto panoramico), Marigot (la zona marina sembrava molto carina, ma ci siamo solo passati, ed essendo domenica le attività del centro erano chiuse), Simpson Bay con il ponte levatoio, le saline, la mitica Maho Beach, per me davvero il top di tutto... un grande sogno realizzato! Gli aerei ci passavano letteralmente sopra la testa, ed il jet stream di quelli in partenza catapultava le persone in spiaggia! Che figata mostra.

Border Monument
Orient Bay
Marigot
Maho Beach
Maho Beach
Maho Beach
Abbiamo effettuato un'altra tappa panoramica ad Indigo Bay, ed abbiamo terminato il tour a Philipsburg, anche questa carina ma con le attività chiuse. Qui siamo riusciti a fare un'altro bagno al volo per poi tornare alla nave a piedi (circa 25 min).
Indigo Bay
Lungomare Philipsburg
Su quest'isola avevamo solo 5h di tempo. Il tour in taxi è durato circa 3h, con sosta a Maho Beach di circa 45min. Avremmo avuto tutto il tempo di fermarci (e fare un bagno!) anche ad Orient Bay e visitare fugacemente Marigot. Tuttavia, un'impressione che mi sono fatto da questa e da successive escursioni in taxi, è che i tassisti non vedono l'ora di riportarti alla nave. Tanto, che si fermino fuori tanto o poco, il loro compenso resta lo stesso. Arcano svelato in modo semplice :-)

21/03 Sbarco a La Romana (Repubblica Dominicana)
"Faro" di Playa Dominicus
Qui abbiamo optato per un'altra escursione in taxi. Fuori dal porto ce n'erano diversi che portavano a Bayahibe (indicato per coloro che desideravano andare alla Isla Saona) e/o per Playa Dominicus. Costo 15$ a testa A/R in un taxi da 10 persone. Erano i tassisti stessi che organizzavano taxi collettivi i più pieni possibile. Siamo arrivati alla spiaggia pubblica Playa Pública Dominicus, posta tra il resort Viva Wyndham Dominicus Beach e l'Iberostar Hacienda Dominicus. Noleggiare due lettini più ombrellone costava 20€. Bisogna dire che la spiaggia libera non era il massimo, piuttosto sporca e poco curata. Sembrava avessero tagliato le palme di proposito al fine di poter noleggiare gli ombrelloni.

Spiaggia di Playa Dominicus
Il mare era bello ma in quel giorno piuttosto mosso, quindi non posso scendere in dettagli. C'erano un ristorantino / bar e diversi negozietti di souvenir. Il costo di una birra President Light (quella nazionale, la più economica) da 66cl 5$. Il baretto offriva anche connessione WiFi gratuita. Tenete presente che i resort vicini non affittano i propri lettini a coloro che non siano loro ospiti, e purtroppo il famoso "faro" zebrato non è altro che un beach bar dell'hotel Iberostar, ed è fruibile solo dai clienti dell'Iberostar.
Per la cronaca, coloro che hanno effettuato l'escursione con Costa Crociere "Relax a Bayahibe" dal costo di 59,95€ / testa, hanno avuto accesso al resort Be Live Collection Canoa.
Parte della spiaggia libera
22/03 Isla Catalina (Repubblica Dominicana)

Isla Catalina
Questo è stato l'unico scalo con sbarco tramite tender (ovvero tramite scialuppa, senza ancoraggio al molo) ed il tutto è stato superiore alle mie aspettative.
Siamo scesi nella spiaggia privata di Costa (che da quanto sembra è la spiaggia privata del complesso "Casa de Campo"). Questa è delimitata da un muretto da cui non si può uscire (c'è la security che controlla). Al di là di questo muro, direzione est della spiaggia, c'è il pezzo di spiaggia dedicata a coloro che fanno escursioni a Catalina tramite operatori locali con partenza ad es. da Bayahibe.
Il buffet fornito da Costa sull'isola era principalmente a base di carne alla griglia (molto buona!) con cui fare degli ottimi hamburger, frutta, verdura e altro.
Unica nota negativa, l'acqua (unico "drink" gratuito fornito) era particolarmente cattiva.
Da non perdere assolutamente il percorso escursionistico che porta a Punta Perez, portatevi dietro maschera e pinne se le avete!
Se avrete fortuna durante il percorso potrete incontrare qualche animaletto locale caratteristico (come la lucertola dalla coda riccia) ed alla fine di questo troverete una vera piscina naturale, il punto del mare più bello in assoluto dove potrete tuffarvi.
Per quanto riguarda lo snorkeling, premesso che ne abbiamo fatto davvero poco, siamo riusciti ad avvistare solo qualche pesciolino tropicale.
Mare Isla Catalina
Spiaggia Isla Catalina
Sentiero per Punta Perez
Lucertola dalla coda riccia
Piscina naturale a Punta Perez
23/03 Basseterre (Saint Kitts)
A bordo del St. Kitts Scenic Train
Dai resoconti di viaggio letti online, non eravamo molto entusiasti di questo scalo, in quanto l'isola essendo di origine vulcanica non presenta spiagge propriamente "caraibiche".
Invece, si è rivelata una piacevolissima sorpresa.
St. Kitts è un'isola completamente diversa da quelle visitate in precedenza. Se non foste a conoscenza di essere ai Caraibi, direste di essere in un paese africano. La popolazione locale è nera, ma proprio nera; il mare, per quanto detto sopra, un po' così così ma lo stesso affascinante.
Noi abbiamo deciso di fare il giro panoramico con il St. Kitts Scenic Railway, prenotabile solo ed esclusivamente tramite escursione Costa, dal prezzo di 80€ (fortuna che la sera prima ci hanno regalato un voucher di 10€ di sconto a testa).
Questo giro ci ha davvero piacevolmente colpiti. Ci ha fatto conoscere tutto un'altro aspetto dei Caraibi. A bordo del treno abbiamo visto case in stile coloniale, piccole cittadine caratteristiche, parte della foresta tropicale, resti dei vecchi zuccherifici ormai chiusi. È difficile da esprimere a parole, il tutto ha avuto un fascino "decadente post coloniale". Se vi piace il genere, mi sento di consigliarlo vivamente. Io lo rifarei.
Per conoscenza, a bordo del treno ci sono stati serviti un drink ed un piccolo pasticcino.
A bordo del treno
Ponte ferroviario
Prima di un ponte
Rientrati dell'escursione abbiamo fatto un giro nella capitale Basseterre. Qui erano presenti diversi negozietti di souvenir, tra cui quello delle mitiche magliette "Del Sol" che cambiano da bianco/nero a colori se esposte al sole. Un po' care (25$ a maglietta circa) ma non ho potuto resistere dal comperarne una.
Tenete presente che, indipendentemente dall'orario di partenza della nave, i negozietti del porto per le 19 chiudono.
C'erano anche dei bar che fornivano WiFi gratuito dove x2 o x3 birre "Carib" da 33ml venivano in totale 5$.
St. Kitts è lo scalo dove troverete i souvenir più economici di tutta la crociera, seguito da Antigua.
Attenzione anche alla valuta con cui pagate. In queste due isole, la principale è il Dollaro dei Caraibi Orientali (EC$) che ha un valore ben diverso dal Dollaro Usa. Sinceratevi di che dollari state discutendo :-)
Brimstone Hill Fortress
Port Zante
Port Zante
Via di Basseterre
Via di Basseterre
Cattedrale cattolica di Basseterre
Cabina telefonica stile londinese in disuso
Chiesa anglicana di Basseterre
Vista sul porto di St. John's
Scesi ad Antigua, abbiamo cercato un taxi che ci portasse a fare un mini tour fino al Nelson Dockyard più qualche spiaggia.
Appena scesi dalla nave c'era il solito ammasso di tassisti che non aspettavano altro. Questa volta però non siamo stati molto fortunati; eravamo noi due italiani più sei francesi che non parlavano minimamente inglese, e mettersi d'accordo su cosa vedere era praticamente impossibile. Il taxi che abbiamo preso (in 8pax, 20$/testa) ci ha portati all'English Harbour, un classico piccolo porticciolo carino, ma non dentro il Nelson Dockyard né a Shirley Heights (l'ingresso costava di 8$/pax; questo non ci era stato detto, ed al di là dei soldi gli altri non erano interessati a visitare). Abbiamo attraversato la piccola foresta pluviale (visti banani, piante di ananas e la zip line di Antigua, dove ci si lancia appesi a delle corde) Successivamente, ci siamo abbiamo fermati 2h a Valley Church Beach per il bagno. Spiaggia bellissima, sabbia bianca ed acqua azzurra, da cartolina. Peccato per il tempo che ci ha regalato qualche breve piovasco; in compenso posso dire di aver preso pioggia senza bagnarmi, in quanto ero già in ammollo :D
Sulla via del ritorno noi desideravamo fare uno stop anche in un'altra spiaggia, ma poiché gli altri volevano tornare in nave, il tassista ci ha detto che ci avrebbe riportati li in ogni caso, e dopo (pagando ovviamente) avremmo potuto andare in altre spiagge. Vabbè (...)

Tipica casa sollevata da terra
Pianta di ananas
Zipline
English Harbour
Valley Church Beach
La cattedrale di St. John's
Per finire la giornata, abbiamo fatto un giro per il centro di St John's. Cittadina molto caratteristica, con il suo mercato coperto e la cattedrale in "non ristrutturazione" probabilmente da anni, con il cimitero attiguo ricco di tombe antiche del 1700/1800 in stato di degrado.
Nella parte "posteriore" del mercato coperto sono presenti diverso negozietti di souvenir, tra cui alcuni anche con prodotti artigianali a buon prezzo.
Nonostante Antigua sia una meta molto rinomata, in gran parte dell'isola la maggior parte delle case sono fatte di legno ed appoggiate su due mattoni per lato. Ottime in caso di pioggia ma in caso di uragani non è difficile capire perché volino via con facilità.
Per la cronaca, altri crocieristi nostri amici hanno fatto l'escursione "all'atollo esclusivo" di Prickly Pear, e ne sono rimasti estremamente soddisfatti sia per l'acqua, la spiaggia che per lo snorkeling.
Il mercato coperto
Il mercato dei manufatti artigianali
Tipico Internet cafè con riparazione PC
Tipica via trafficata del centro di St. John's
25/03 Fort-de-France (Martinica)

Benvenuti in Martinica!
Qui cambia tutto. Sia per le dimensioni dell'isola, per la lingua (francese) che la valuta (il nostro Euro). È letteralmente un pezzo di Francia ai Caraibi, però popolato da neri e con un clima ben diverso.
La nostra idea originaria era di prendere un autobus pubblico, visitare i Giardini di Balata più Fort-de-France il mattino, e successivamente visitare una spiaggia tra quelle più vicine nel pomeriggio (a scelta tra Les Trois-Îlets e Le Diamant).
Invece, essendo arrivati il Venerdì Santo, abbiamo scoperto che il servizio autobus era sospeso. Abbiamo provato a chiedere un taxi per andare ai giardini di Balata, e dalla prima proposta di 60€ saremmo riusciti a spuntare 40€, che tuttavia ci sembravano ugualmente eccessivi per fare una cosa che non ci interessava poi molto.
A questo punto, incuriositi dall'autonoleggio appena fuori dal ferry terminal, abbiamo optato per noleggiare un'auto. Prezzo 79€ con assicurazione, per tutto il giorno fino alle ore 19. Necessaria carta di credito con pre-autorizzazione di una caparra pari a 500€.
Abbiamo fatto un mezzo girotondo dell'isola; siamo saliti verso Saint Pierre (ex capitale dell'isola, cittadina caratteristica che meritava una visita) con un bel panorama verso il mare; poi siamo saliti verso il monte Pelée, ma arrivati a Le Morne-Rouge siamo ridiscesi verso la costa atlantica in quanto il meteo non era a nostro favore. La cima del vulcano ahimè non l'abbiamo nemmeno vista. Abbiamo proseguito verso Le Lorrain attraversando la foresta pluviale (vegetazione gran diversa dalla nostra!) per proseguire fino alla rinomata spiaggia a sud di Les Salines.
La chiesa di Morne Rouge
La foresta pluviale
La burrascosa costa atlantica
Les Salines
Prima di arrivare abbiamo fatto una sosta al porticciolo di Le Marin, molto carino, dove abbiamo potuto sorseggiare una birretta in un locale sul mare. A Les Salines abbiamo trascorso il resto della giornata. La spiaggia in sé per sé era molto bella, lunga ed ombreggiata da palme, piena di turisti e locali li per trascorrere quel giorno di festa. L'acqua tuttavia non ci ha entusiasmato, forse perché il mare era un po' mosso... color verde / marroncino.
Verso le 17:30 siamo ripartiti per tornare a Fort-de-France per consegnare la macchina. Il tempo ci è voluto tutto causa il gran traffico per il rientro nella capitale.
Per coloro che verranno in futuro qui, a detta di un nostro compagno di viaggio che ha vissuto per alcuni anni in Martinica, da consigliare sono le spiagge di Le Diamant se volete rimanere più vicini e l'isolotto di Îlet Chevalier.
Il grazioso porto di Le Marin
26/03 Pointe-à-Pitre (Guadalupa)
Benvenuti a Pointe-à-Pitre!
Nonostante avessimo tempo fino alle 19 di sera prima di essere trasferiti all'aeroporto, abbiamo deciso di trascorrere una giornata di relax.
Il mattino abbiamo fatto un giro per il centro di Pointe-à-Pitre, cittadina che merita una visita soprattutto per il suo mercato delle spezie e del pesce, con vari negozietti di souvenir. Molto meno caotica di Fort-de-France.
Il pomeriggio invece l'abbiamo trascorso usufruendo dei servizi della nave.
A sentire i pareri di altri ospiti, per chi desiderava andare in spiaggia erano consigliate Le Gosier (vicina alla città) oppure Le Caravelle, distante circa 1 ora di auto.
Tour e tariffe dei taxi
La piazzetta centrale
Una vivace via animata
Granchi vivi al mercato del pesce
Via con sullo sfondo la chiesa di Massabielle
La procedura di sbarco è stata molto fluida, però a livello di orari non molto conveniente. Abbiamo dovuto lasciare il bagaglio da stiva pronto fuori dalla nostra camera entro le 02 del mattino, il che vuol dire un'intera giornata senza bagaglio. Tenetelo presente quando dovrete scegliere le dimensioni per il bagaglio a mano. La cabina doveva essere liberata entro le 10.
Ci è stato detto che durante il giorno fino alle 17 sarebbe stata messa a disposizione degli ospiti una cabina di cortesia per fare la doccia. In alternativa, si poteva usufruire del bagno della palestra, dove oltre due docce c'erano 15 armadietti per riporre le proprie cose.